Il ciclo di vita della famiglia - La famiglia con genitori anziani

È l’ultima fase della vita familiare: i figli sono andati via di casa e probabilmente hanno costituito a propria volta delle famiglie, nascono i nipoti

 e i genitori – divenuti nonni – vivono di norma a casa per conto proprio. A volte questa fase è accompagnata dal pensionamento, dall’invecchiamento, dalla debolezza fisica e dalle malattie.

La terza età richiede molto coraggio per affrontare queste sfide e cambiamenti, e può essere un periodo di vita di grandi soddisfazioni per la persona anziana che, seppur indebolita fisicamente, è ricca della saggezza e dell’esperienza di una vita e può raccogliere e godere dei risultati positivi delle proprie azioni. Oggi questa condizione è ampiamente diffusa, e gli anziani stanno diventando la più grande porzione di popolazione nei paesi del primo mondo. Nel 1994 in Italia è avvenuta un’epocale inversione di tendenza: in quell’anno gli individui sotto i 15 anni erano il 14% della popolazione, gli individui al di sopra dei 65 anni erano il 16%. Per la prima volta in Italia c’erano più anziani che giovani.

 

I compiti e le difficoltà di questa fase sono:

  • Investire nella coppia anziana. Viste le notevoli sfide di questa fase – il “nido vuoto”, il pensionamento, il decadimento fisico – la coppia assume sempre più il ruolo di risorsa e relazione fondamentale su cui i partner possono contare. In questa fase i partner hanno bisogno di ritrovarsi ancora più uniti.

Difficoltà tipiche: se la coppia non è riuscita a realizzare nelle fasi precedenti un buon livello di intimità e di solidarietà, in questa fase i partner potrebbero non sentirsi accolti e amati dall’altro nei momenti di difficoltà. Ma non tutto è perduto, in questa fase la coppia può cercare di ritrovarsi, se lo desidera e lo sceglie. I partner, grazie anche alla maggiore disponibilità di tempo, possono decidere di riavvicinarsi. Naturalmente questo è più facile per le coppie dei “giovani anziani” (65-75 anni) rispetto alle coppie dei “grandi anziani” (oltre i 75 anni).

 

  • Ridefinire le identità dei partner anziani. Il pensionamento e l’indipendenza dei figli lasciano ai due partner una grande quantità di tempo libero. Le persone hanno l’occasione – e la necessità – di riscoprire vecchi interessi o di costruirne di nuovi in modo da definire come struttureranno il tempo delle loro giornate. Hanno bisogno di capire chi sono, quali sono le proprie priorità e cosa vogliono ancora dalla vita.

Difficoltà tipiche: la perdita della attività lavorativa e del ruolo genitoriale, al di là degli aspetti materiali, si accompagnano ad una generale perdita di riconoscimento sociale. Se fino a qualche tempo prima si era un lavoratore e/o un genitore, ora la società smette di riconoscere nelle persone anziane questi ruoli sociali. Talvolta ciò si accompagna a sentimenti di vuoto e di mancanza di senso e di importanza personale. Occorre affrontare questa condizione di crisi interiore, anziché negarla, per poter raccogliere i frutti di una vita e godere della terza età.

 

  • Costituire un rapporto paritario tra nonni e figli adulti. Spesso in questa fase nascono (e crescono) i nipoti. La vecchia generazione – i nonni – e la generazione intermedia – i figli adulti che ora hanno a propria volta messo al mondo dei figli – sviluppano un rapporto paritario Adulto-Adulto in cui condividere il fatto di essere tutti dei genitori. In tal modo le due generazioni adulte si scambiano reciprocamente sostegno e cure.

Difficoltà tipiche: talvolta possono esservi dei “conti in sospeso” tra nonni e neo-genitori che derivano dal fatto che i compiti evolutivi delle fasi precedenti non sono stati soddisfatti. Ad esempio i nonni possono non aver riconosciuto il ruolo Adulto dei propri figli nella fase precedente e non aver incoraggiato il loro definirsi come individui e la loro necessità di uscire di casa. E contemporaneamente i neo-genitori possono non essere riusciti a diventare interiormente indipendenti dai propri genitori e sentirli ancora come molto influenzanti il proprio mondo interiore. Per il bene di tutti, nipoti compresi, occorre affrontare queste questioni irrisolte.

 

  • Stabilire una relazione tra nonni e nipoti. Nonni e nipoti hanno bisogno di conoscersi, di incontrarsi con regolarità e di stabilire una relazione affettiva. I nipoti hanno bisogno di un rapporto con i nonni per sviluppare un senso di continuità con la propria famiglia, un senso di appartenenza a un gruppo familiare più ampio del nucleo familiare di origine, che abbia una propria storia e una propria cultura. Da parte loro i nonni hanno bisogno di avere un rapporto stabile con i nipoti per alimentare il proprio senso di vitalità. Affinché nonni e nipoti abbiano una armonica relazione, l’intero sistema familiare ha bisogno di definire il ruolo dei nonni in termini di tempi, obblighi e ruoli (ad esempio: quanto i nonni hanno un ruolo normativo rispetto ai nipoti?).

Difficoltà tipiche: possono esservi dei “nodi irrisolti” tra nonni e neo-genitori che possono ostacolare la frequentazione tra nonni e nipoti oppure, al contrario, i nonni possono essere fin troppo presenti e sostituirsi ai genitori nelle loro funzioni affettive e di guida.

Talvolta le difficoltà possono essere di ordine pratico, come quando nonni e nipoti vivono in zone geografiche lontane. Anche in questi casi è opportuno cercare di affrontare l’inconveniente della lontananza programmando delle visite periodiche.

 

  • Elaborare il lutto per la malattia e la morte. La coppia anziana probabilmente comincia a sperimentare in modo sempre più presente malattie più o meno gravi. Quando un partner anziano muore, l’altro si trova a dover fare i conti con la perdita della persona cara con cui ha condiviso decenni di vita. Oltre al partner, tutta la famiglia allargata ha bisogno di elaborare il lutto per la scomparsa della persona. L’elaborazione del lutto richiede tempo e la disponibilità ad essere aperti ai propri sentimenti dolorosi.

Difficoltà tipiche: il partner sopravvissuto talvolta non ha le energie per attraversare il processo di elaborazione del lutto. In questo caso la rete sociale del partner sopravvissuto assume un ruolo fondamentale: i figli, i nipoti, gli amici e gli altri parenti diventano importantissimi nel motivare e accompagnare la persona nel dolore e nel processo di dare senso alla vita. Il processo di elaborazione può richiedere anche alcuni anni.

 

BIBLIOGRAFIA

Scabini, E., Iafrate, R. (2019). Psicologia dei legami familiari. Bologna, Italia. Il Mulino Editore.

Scabini, E., Rossi, G. (1999). Famiglia generativa o famiglia riproduttiva. Milano, Italia. Vita e Pensiero Editore.

Ugazio, V. (2018). Storie permesse e storie proibite. Polarità semantiche familiari e psicopatologie. Torino, Italia. Bollati Boringhieri Editore.

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