Il ciclo di vita della famiglia - La formazione della coppia

La famiglia è un organismo vivente, nasce, cresce, si evolve e muore attraversando fasi e momenti di transizione ben definiti

che comportano una ridistribuzione di compiti e ruoli per ciascun membro della famiglia. Le principali fasi che la famiglia attraversa nel suo ciclo di vita sono:

  1. La formazione della coppia.
  2. La famiglia con figli piccoli.
  3. L’adolescenza dei figli.
  4. L’uscita dei figli dalla famiglia.
  5. La famiglia con genitori anziani.

Le fasi che la famiglia percorre nella propria evoluzione sono scandite da eventi e momenti di transizione, quali: l’incontro con il partner, la nascita dei figli, la pubertà dei figli, l’uscita dei figli dalla famiglia e l’ingresso dei genitori nella terza età.

Gli eventi che comportano una transizione e il passaggio da una fase all’altra possono essere normativi o non normativi. Gli eventi normativi sono quelli che la maggior parte delle persone sperimenta, quelli che “ci si aspettano” (es: il matrimonio, la nascita di un figlio, il pensionamento, la morte dei genitori); gli eventi non normativi invece sono quelli imprevedibili (es: la morte di un figlio, una malattia, una crisi economica) e sono generalmente più critici e difficili da affrontare per la famiglia.

Come detto prima, ogni momento di transizione prevede una ristrutturazione della famiglia in quanto l’evento mette in crisi le vecchie modalità di funzionamento, l’assetto familiare, le relazioni e i compiti di ciascun membro della famiglia.

Il passaggio da una fase all’altra può rivelarsi critico perché richiede ai membri della famiglia di cambiare qualcosa nel loro modo di relazionarsi, mette in discussione l’equilibrio su cui la famiglia si è basata fino a quel momento e non sempre le persone sono pronte o disponibili a mettere in atto i cambiamenti necessari.

Quando una famiglia non riesce a riorganizzarsi a seguito di un momento di transizione può succedere che la famiglia si blocchi sul vecchio assetto e inevitabilmente insorgeranno difficoltà, conflitti, rotture e, in certi casi, alcuni suoi membri sviluppano disturbi psicologici.

 

LA FORMAZIONE DELLA COPPIA 

I film ci insegnano che la famiglia nasce dall’incontro dei partner che si conoscono, si innamorano e decidono di costruire una famiglia. Questa è l’idea contemporanea, ma nella storia dell’uomo, diciamo prima del XV secolo, i matrimoni hanno rappresentato un modo per stringere alleanze e risolvere conflitti, a partire dal 1600 emerge anche la funzione economica e di sostentamento: marito e moglie fondano una sorta di azienda con ruoli ben definiti finalizzati a soddisfare le necessità concrete e materiali della famiglia.

Può sembrare strano ma è solo dal 1800 circa che si è gradualmente consolidata l’idea che la coppia sia il luogo dove soddisfare i bisogni affettivi dei partner. Solo recentemente si è iniziato a parlare di amore come base e legittimazione della coppia e della famiglia che ne consegue.

Nel mondo Occidentale contemporaneo è convinzione generale che la coppia e la famiglia siano i luoghi di condivisione degli affetti, questa convinzione crea nei partner grandi aspettative di felicità, di amore e di condivisione. Risulta meno diffusa l’idea che per creare una coppia e una famiglia armoniose occorra l’intenzione di farlo e l’impegno di affrontare i diversi problemi che sorgono durante il ciclo di vita della famiglia.

All’inizio del ciclo di vita della famiglia è necessario che si formi una coppia stabile. A volte questa fase viene saltata e spesso ciò avviene perché i partner non sanno che prima di passare alla seconda fase (nascita dei figli) è necessario che la coppia abbia superato la fase dell’innamoramento iniziale e si sia stabilizzata in un rapporto equilibrato.

 

I compiti di sviluppo dei partner in questa fase di conoscenza e stabilizzazione sono:

  • Costruire un’identità di coppia: quando due persone si incontrano e si innamorano non sono semplicemente due persone, ciascuno dei due membri infatti porta con sé un bagaglio di esperienze personali, competenze, desideri, bisogni, storie, relazioni… Costruire un’identità di coppia significa definire un linguaggio e una strada comune, costruire un sistema valoriale e di principi condivisi.

Difficoltà tipiche: le difficoltà tipiche di questa fase sono legate alle identità individuali con cui i due membri si presentano (cosa vogliono e non vogliono, i propri progetti e desideri…), se queste identità sono molto distanti diventa difficile riuscire a costruire un’identità di coppia. Allo stesso modo può succedere che uno dei due membri sacrifichi la propria identità per adeguarsi/sottomettersi a quella del partner, in questo caso si ha l’illusione di aver costruito un progetto comune che rischia di andare in crisi alla prima difficoltà.

 

  • Definire i confini della coppia: nel bagaglio con cui i partner si presentano un posto molto rilevante ce l’hanno le famiglie di origine. La capacità e la possibilità di svincolarsi dalla propria famiglia di origine è fondamentale e statisticamente rappresenta una delle principali cause di discussioni e separazione.

Difficoltà tipiche: le famiglie di origine possono interferire nella formazione di una coppia con aspettative, richieste, imposizioni, “invasioni” e interferenze di vario tipo. Può succedere che un partner o entrambi siano molto dipendenti dai rispettivi genitori in termini di ricerca di approvazione e dipendenza emotiva. In questo caso, la coppia non avrà una sufficiente indipendenza dalle famiglie d’origine per stabilire da sé le proprie regole e priorità.

 

  • Definire i ruoli all’interno della coppia: stabilire chi farà cosa e in che modo.

Difficoltà tipiche: i ruoli possono essere definiti in modo ambiguo o troppo rigidamente, senza considerare che le persone evolvono continuamente e certi accordi possono e devono essere modificati in corsa.

 

  • Imparare a gestire i conflitti: la diversità di punti di vista, di bisogni e di desideri è un ingrediente normale della vita di coppia. In questa fase i partner devono imparare ad affrontare costruttivamente i conflitti, in modo da essere capaci di trovare creativamente soluzioni che soddisfino entrambi.

Difficoltà tipiche: uno o entrambi i partner possono avere una visione eccessivamente romantica della coppia e non accettare che vi possano essere conflitti tra i partner. I conflitti vengono minimizzati o negati, per poi esplodere tutti insieme, è invece molto importante affrontare le divergenze di opinione e “imparare a litigare”.
 

  • Costruire un legame con la famiglia d’origine del partner: ciascun partner ha bisogno di stabilire una relazione con i familiari del proprio partner.

Difficoltà tipiche: poiché l’incontro di due persone rappresenta anche l’incontro di due storie e di due famiglie è molto importante che entrambi i membri riescano a costruire un legame con la famiglia del partner. Può succedere che uno dei due sia geloso del rapporto del partner con la sua famiglia, che si senta messo in secondo piano; può anche succedere che uno rifiuti il contatto con l’altra famiglia per paura di non essere benvenuto, o che venga tagliato fuori dalla relazione del partner con la sua famiglia perché il partner ne teme la reazione.

 

  • Costruire un legame tra le famiglie d’origine: I familiari dei partner hanno bisogno di conoscersi tra loro e, in una qualche misura, di accettarsi. Eventuali conflitti irrisolti rappresenteranno una difficoltà sempre presente nella vita della neo-famiglia, e devono essere ricomposti il prima possibile.

Difficoltà tipiche: pregiudizi culturali, sessuali, di status socio-economico e rigidità personali da parte delle famiglie di origine sono un ostacolo pericoloso per la neo-famiglia, nei limiti del possibile sarebbe opportuno cercare di stemperarli e lasciare aperto un canale di comunicazione.

 

  • Condividere i propri amici e conoscenti: In una qualche misura i partner devono far conoscere al proprio partner i propri amici e i propri conoscenti, ameno quelli che si frequentano maggiormente. Non significa naturalmente che ogni amico di un partner diventerà immediatamente anche amico dell’altro partner, significa creare una rete sociale condivisa.: i partner potrebbero nascondere persone del passato e del presente per paura di gelosie e insicurezze personali che potrebbero destabilizzare la coppia.

Difficoltà tipiche: i partner potrebbero nascondere persone del passato e del presente per paura di gelosie e insicurezze personali che potrebbero destabilizzare la coppia.

 

BIBLIOGRAFIA

Scabini, E., Iafrate, R. (2019). Psicologia dei legami familiari. Bologna, Italia. Il Mulino Editore.

Scabini, E., Rossi, G. (1999). Famiglia generativa o famiglia riproduttiva. Milano, Italia. Vita e Pensiero Editore.

Ugazio, V. (2018). Storie permesse e storie proibite. Polarità semantiche familiari e psicopatologie. Torino, Italia. Bollati Boringhieri Editore.

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