Intervista a Luca del Pero - Skyrunner

| Francesco Borgia | Blog

Luca del Pero, classe 1997, in forza ai Falchi di Lecco e al Team Scarpa, corre solo dal 2019 ma ha già raggiunto risultato di altissimo livello internazionale. Fa parte della Nazionale Italiana di Skyrunning e ai Mondiali di SkySnow svolti in Sierra Nevada lo scorso gennaio ha vinto sia la gara Vertical che quella Classic.

Ciao Luca, dobbiamo per forza iniziare da questa prima parte di stagione che è stata stellare, non hai ancora perso una gara. Complimenti, te l’aspettavi?

No assolutamente, sapevo di poter andare bene su questo tipo di gare (sulla neve ndr), ma i risultati sono stati ben oltre le aspettative!

Quanto è diversa la corsa sulla neve rispetto alla corsa in montagna tradizionale?

È un’azione molto diversa, conta molto il modo con cui appoggi il piede a terra, io sono avvantaggiato perché sono molto leggero (57kg), e questo mi aiuta molto. È una tipologia di gara su cui sono sempre andato forte, anche le prima gare che ho fatto per i Falchi di Lecco sono state sulla neve, a Santa Caterina e Tarvisio, e già lì ero riuscito ad arrivare vicino a gente che d’estate non vedo neanche! Quindi si, penso proprio che siano le mie gare!

Direi che i risultati parlano da soli.

Dal punto di vista della preparazione hai fatto qualcosa di diverso in vista delle gare invernali o no?

Devo dire che quest’anno ho sicuramente corso molto più del solito perché non essendoci neve non ho potuto usare gli sci, ma gli allenamenti sono come quelli estivi, ho solo potuto correre di più.

In gara usi la fascia cardio? Quanti battiti avevi all’arrivo del VK al Mondiale di Snow?

No in realtà non uso più la fascia, ma posso darti una stima, ormai mi conosco bene. In generale non ho battiti altissimi, probabilmente viaggiavo sui 183-184bpm. Sono gare che fai a 175-176 bpm di media…

In generale ti senti più forte sui vertical puri o nei trail?

Guarda all’inizio mi sentivo molto più a mio agio nei vertical, soprattutto perché nelle discese non mi sentivo sicuro e mi mancava qualcosa. Adesso penso di essere migliorato parecchio sotto quell’aspetto e forse vado anche meglio nelle gare dove c’è discesa.

Sei un atleta molto polivalente anche in termini di distanze. L’anno scorso sei andato fortissimo in gare molto diverse.

Si è vero, l’ano scorso sono andato forte al Vanoni che è una gara di mezz’ora, poi ho fatto diverse sky da 25-30km e l’Europeo che era una gara da 38km. E anche quel risultato non me l’aspettavo, pensavo che avrei ceduto sul finale e invece sono riuscito a reggere. È stata un’ottima stagione comunque.

Adesso visto l’inizio di questa le aspettative crescono ulteriormente…

Spero di riuscire a tenere questa forma per ancora un mesetto, per le gare sulla neve, poi sicuramente prima della stagione primaverile tirerò un po' il fiato, altrimenti non arrivo ad agosto!

A questo proposito volevo chiederti come imposti gli obiettivi della stagione? Hai dei macrobiettivi su cui ti basi o vai a sensazione?

Guarda, per la maggior parte vado a sensazione, ma quest’anno vorrei fare qualche gara in meno concentrandomi su quelle che mi interessano di più. Le sto buttando giù proprio in questi giorni, ma è difficile decidere perché ci sono veramente tante gare, tanti circuiti, trail, skyrace, corsa in montagna, tante si sovrappongono… stiamo definendo in questi giorni con Marco de Gasperi il calendario. In genere seguo i suoi consigli, fosse per me correrei due volte a settimana tutte le settimane!!

L’anno scorso (2021) quanti km di gare hai fatto?

Ho fatto 30 gare, km non saprei ma tanti! A me piace molto la competizione, l’atmosfera prima e dopo la gara, l’agonismo…

Un tuo punto di forza come atleta?

Direi l’aspetto mentale. Prima delle gare sono sempre molto tranquillo, non sento troppo la gara, né quella di paese né quella internazionale.

Interessante. Invece un’area su cui lavorare?

Sicuramente l’aspetto della programmazione, dovrei seguire meglio le tabelle e strutturare un po' di più i programmi, in questo momento sono un po' uno spirito libero…

Ma hai qualcuno che ti segue nella preparazione?

Eh no infatti, in questo momento sto facendo per conto mio, mi alleno da solo. Ma vorrei appoggiarmi a un preparatore.

Tra l’altro hai iniziato a correre solo tre anni fa.

Si esatto, questa è la mia quarta stagione. Ho fatto due anni di atletica alle superiori, poi ho cambiato per la mountain bike e tre anni fa sono passato alla corsa in montagna.

E da subito hai trovato risultati importanti.

Si devo dire che la mountain bike è un tipo di sforzo abbastanza simile: un’ora, un’ora e mezza circa a tutta e infatti sulla corsa in salita mi sono trovato subito bene. Poi piano piano sono migliorato anche nella corsa in piano e in discesa.

Hai parlato di sci e bici. Cosa pensi del cross training?

Cerco di fare almeno uno scarico in bici alla settimana, soprattutto d’estate. D’inverno alternerei con lo sci ma quest’anno non è stato possibile per la mancanza di neve purtroppo.

E questo per svagare un po' la testa o per questioni fisiche?

Entrambe. In primis per variare l’allenamento, ma anche perché il fisico se corri e basta è molto sollecitato e alla fine rischi un infortunio. Mi è già successo… il primo anno ero pieno di dolori e dopo la ResegUp mi sono ritrovato una frattura da stress alla testa del femore e non ho potuto correre per tre mesi. Mi ha salvato la bici. Poi da dopo l’estate a novembre avevo fatto solo i vertical e in inverno avevo ricominciato col piano e la discesa.

Alimentazione in allenamento e gara?

Anche questo è un aspetto che dovrei migliorare perché tendo a mangiare e bere troppo poco. Dovrei iniziare a portarmi da bere e da mangiare anche in allenamento... Adesso in gara cerco di mangiare ogni 50 minuti più o meno. In allenamento faccio anche più di due ore senza bere ne mangiare.

C’è qualche atleta a cui ti ispiri per allenamento o stile?

Bhe l’idolo è sicuramente Kilian Jornet. Secondo me un atleta così nasce ogni 40 anni, è impressionante. Lui è stato abituato sin da bambino e la montagna è il suo habitat. Mi piacerebbe incontrarlo in gara, non ho ancora avuto l’occasione. Magari quest’anno…

Questa è una delle cose più belle di questo sport. La possibilità di fare una gara fianco a fianco con i migliori al mondo.

Si assolutamente, è come un calciatore dell’oratorio che si ritrova a giocare a S Siro con Cristiano Ronaldo. È bellissimo.

Vertical o trail?

Vertical.

Garmin o Suunto?

Garmin.

Fascia cardio in gara/allenamento?

No mai.

Miglior scarpa da trail?

Scarpa Kima, non sono ancora sul mercato ma usciranno a breve.

Miglior scarpa da strada?

Scarpa Golden Gate. Sono un’ottimo mix per strada e sterrato leggero.

Mi hai detto che il tuo punto di forza è la calma pre partenza. Questo è molto interessante perché per la maggior parte degli atleti quello prima dello start è il momento di tensione massima.

Si, secondo me ci sono due gruppi netti di atleti. Quelli che sento la gara e sono nervosi e quelli che vedi sempre belli rilassati. Poi dopo lo start cambia tutto e si parte.

Pensi che l’ipoattivazione potrebbe essere un problema?

No beh per quanto tranquillo puoi essere quando si parte scatta qualcosa e si entra in modalità gara.

Sei uno che studia i percorsi e gli avversari prima della gara? Fai strategia?

Si certo, sicuramente studio il percorso per capire come gestirmi. Poi mi baso tanto anche sul comportamento degli avversari. Se uno dei favoriti parte a manetta cerco di evitare di seguirlo e lo tengo come riferimento da lontano.

Conosci qualche atleta della corsa in montagna che si è rivolto a uno psicologo dello sport o un mental coach?

Si conosco diversi atleti che in passato e anche oggi si sono rivolti a figure del genere.

È un qualcosa che prenderesti in considerazione nella tua carriera di atleta?

Si penso di si.

Te lo chiedo perché sia nella vita “normale” che nel mondo dello sport c’è ancora molto stigma e chi si rivolge ad uno psicologo spesso è visto come pazzo o problematico.

È vero. In alcuni sport come sci e atletica queste figure sono più diffuse, forse perché la prestazione è molto breve per cui ogni errore o distrazione può rovinare la gara.

Beh c’è che ti risponderebbe che serve più testa per una maratona che dura due ore e durante la quale la testa ha molte più possibilità di fare qualche scherzo… Credo che siano semplicemente skills mentali diverse in base ai vari sport.

Si in effetti hai ragione.

Bene Luca, grazie per il tuo tempo. In bocca al lupo per il resto della stagione 2022!

Grazie a te e crepi il lupo!

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